Le emorroidi spiegate bene
Cosa sono e perché sanguinano.
Quando rivolgersi al medico.
Dove operarsi.

12 consigli più 1

Emorroidi interne ed esterne

I sintomi.

Le emorroidi sono dei cuscinetti normalmente presenti nel retto inferiore e nell’ano. In condizioni normali sono utili perché agiscono insieme allo sfintere anale per trattenere la parte più liquida delle feci. Con il passare degli anni, l’emissione giorno dopo giorno delle feci può comportare continue sollecitazioni e l'alterazione patologica dei cuscinetti emorroidari con la loro discesa verso fuori. Ciò causa un rallentamento locale della circolazione sanguigna che dilata e rende via via più fragili questi cuscinetti. È la malattia emorroidaria.

Le emorroidi interne sono i cuscinetti emorroidali discesi verso fuori ma all’interno dello sfintere anale. In base all’entità della dilatazione e della fuoriuscita (il prolasso), si distinguono in:

  • Grado I: emorroidi sanguinanti senza prolasso.
  • Grado II: prolasso emorroidario durante la defecazione, che si riduce spontaneamente.
  • Grado III: prolasso emorroidario che necessita di riduzione manuale.
  • Grado IV: prolasso emorroidario irriducibile.

Le emorroidi esterne si formano per una concomitante stasi della circolazione sanguigna a livello dei cuscinetti esterni all’orifizio anale.

Cosa non sono le emorroidi

Le emorroidi non sono né genetiche né ereditarie. In uno stesso gruppo famigliare è facile trovare individui che soffrono di questa malattia perché possono condividere gli stessi fattori di rischio, come quelli legati all’alimentazione. Inoltre le emorroidi non sono contagiose e non sono neanche dei tumori. Tuttavia è essenziale rivolgersi al medico dopo aver visto del sangue per la prima volta: è l’unico modo per escludere malattie ben più gravi.

Perché sanguinano

La rettorragia, cioè la fuoriuscita di piccole o grandi quantità di sangue dall’ano, è il sintomo che più frequentemente si associa alla patologia emorroidaria. Accade spontaneamente o a causa della pulizia dopo la defecazione perché col tempo le emorroidi diventano sempre più dilatate e fragili.

Dolore, prurito e altri sintomi

Oltre al sanguinamento e al prolasso emorroidario, che dopo la defecazione può essere più o meno riducibile, talvolta compare anche dolore. Il dolore perianale non è un sintomo tipico della patologia emorroidaria ma può essere forte e compare più comunemente in caso di prolasso emorroidario complicato da trombosi venosa oppure in presenza di patologie associate (ragade anale, ascesso perianale). Altri sintomi associati sono il prurito perianale, l’anemia e l’ipersecrezione mucosa.

Fattori di rischio

La stitichezza, chiamata anche stipsi, è una condizione correlata all’insorgenza e all’evoluzione della patologia emorroidaria. Si caratterizza per la riduzione della frequenza degli atti defecatori (meno di 3 atti a settimana), per lo sforzo durante la defecazione e per l’emissione di feci dure. È strettamente legata ad un’alimentazione povera di fibre e di acqua. Altri fattori di rischio per le emorroidi sono il troppo tempo seduti sul WC, l’abuso di lassativi, lo stress della vita di tutti i giorni, l’avanzare dell’età e infine la gravidanza.

12 consigli più 1

In bagno niente sforzi

Chi è stitico si sforza spesso sul water ed evacua feci dure. Lo sforzo facilita il rigonfiamento delle emorroidi. Dopo di che, le feci dure peggiorano le cose escoriando la zona già congesta. Soluzione? Bevi molta acqua, mangia molta fibra e serviti spesso dei rimedi che presentiamo in questa pagina.

Olio agli ingranaggi

Dopo aver aumentato l’acqua e le fibre, le feci dovrebbero essere più morbide e richiedere meno sforzo per l’evacuazione. Puoi rendere le cose ancora più facili lubrificando lo sfintere anale con un po’ di vaselina. Con un batuffolo di cotone o con un dito applica la vaselina per un paio di centimetri all’interno del retto.

Pulisciti con dolcezza

La tua responsabilità nei confronti delle emorroidi non finisce con la defecazione. È importantissimo usare la delicatezza anche dopo. Non usare la carta igienica, ma fa il bidet e asciugati senza strofinare.

Non grattarti

Le emorroidi prudono, e una grattata può farti sentire meglio. Ma non cedere alla tentazione. Puoi danneggiare le pareti di questi delicati cuscinetti vascolari e favorire il sanguinamento.

Non sollevare un divano proprio oggi

Alzare grossi pesi e fare esercizi fisici molto impegnativi può sottoporti allo stesso tipo di sforzo che faresti sul gabinetto. Se soffri di emorroidi chiedi aiuto ad un amico o paga qualcuno per aiutarti a muovere quel divano o quell’armadio.

Mettiti a mollo

Il semicupio è un bagno in acqua tepida che si fa stando a gambe piegate nella vasca da bagno. Secondo molti esperti è tuttora al primo posto nella lista dei rimedi antiemorroidi. L’acqua tiepida allevia il dolore perché stimola l’afflusso di sangue nella zona, il che aiuta a riequilibrare le vene gonfie.

Applica un prodotto antiemorroidi

Si vendono molte creme e supposte antiemorrodiarie. Contengono in genere una combinazione di anestetici locali, cortisonici, astringenti e antisettici. Non faranno sparire il tuo problema come dice la pubblicità ma sono efficaci nel diminuire il disagio. Usa il meno a lungo possibile le creme con cortisonici perché possono causare ulcerazioni locali.

Evita alcuni cibi e bevande

Ci sono cibi che non peggiorano direttamente le emorroidi, ma possono darti altri fastidi anali perché irritano mentre passano nell’intestino.
Controlla l’eccesso di caffè, le spezie forti, la birra e le bevande alla cola.

Incinta? Scegli il lato giusto

Le donne in gravidanza sono particolarmente esposte alle emorroidi, anche perché l’utero è posto direttamente sopra i vasi sanguigni che scaricano il sangue delle vene emorroidali. Un rimedio praticabile è sdraiarsi sul lato sinistro per circa 20 minuti ogni 4 o 6 ore. In questo modo diminuirà la pressione sulle principali vene che fanno defluire il sangue dalla metà inferiore del corpo.

Risollevati

A volte le emorroidi fuoriescono permanentemente dal canale anale durante la defecazione. Se hai queste emorroidi estroflesse, prova a risospingerle dentro. Le emorroidi che pendono sono le primissime candidate a formare dei trombi, cioè possono contenere sangue che non scorre e che diventa denso perché coagula.

Siediti su una ciambella

Ovviamente intendiamo i cuscini a forma di ciambella. Sono in vendita nei negozi di articoli sanitari e sono utili per chi soffre e deve stare per molto tempo seduto. Scegline una soffice ma che sia in grado di sostenere il tuo peso.

Non fare da solo

I disturbi causati dalle emorroidi sono molto comuni e possono essere tenuti sotto controllo con il giusto consiglio. In qualche caso possono essere il segno di patologie anche molto gravi. Affronta il problema e chiedi sempre consiglio al medico.

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Come curarsi

Cosa succede durante la visita medica

Il pudore è il miglior alleato della malattia. Parlare con il medico è invece l’unica via per guarire. La diagnosi si basa su un colloquio, sull’esplorazione rettale e sull’anoscopia, che consiste in un semplice ma efficace esame endoscopico del canale anale.
Queste procedure sono indolori e in pochi istanti possono dare informazioni utili per curare subito una possibile fonte di sanguinamento.
La colonscopia, ovvero l’esame endoscopico dell’intestino crasso, è necessaria in caso di rettorragia nei pazienti di età superiore a 40 anni per escludere principalmente una eventuale patologia neoplastica del colon-retto.

Come e quando operarsi

La classificazione in gradi della patologia emorroidaria è utile per stabilire la strategia terapeutica più efficace. Nelle emorroidi di I grado i trattamenti con lassativi formanti massa (fibre, agar, psyllium), volti a contrastare la stitichezza e a rendere le feci morbide, riducono i sintomi. I numerosi farmaci in commercio (flavonoidi, pomate a base di anestetici locali e cortisoni, ecc.) possono in varia misura ridurre i sintomi negli stadi iniziali (grado I e II) senza curare la patologia emorroidaria in maniera definitiva.

Legatura elastica

Un trattamento ambulatoriale efficace è la legatura elastica delle emorroidi.
In realtà l’elastolegatura viene effettuata utilizzando un anoscopio non direttamente sulle emorroidi ma sul tessuto mucoso immediatamente sovrastante il gavocciolo emorroidario. In questo modo si ottiene la fusione della mucosa con la sottomucosa in modo da trattenere la mucosa che tende a prolassare e ridurre il rischio di sanguinamento. Questa procedura è efficace nelle emorroidi di grado I e II.

Altre procedure quali la scleroterapia e la crioterapia trovano attualmente un impiego sempre più limitato.

Chirurgia

Nelle emorroidi di grado III e IV la terapia più efficace è quella chirurgica. Sono state proposte varie procedure, che possono essere sostanzialmente suddivise in due tipi: l’emorroidectomia e l’emorroidopessi.
L'emorroidectomia consiste nell’asportazione dei gavoccioli emorroidari prolassati. La presenza di una ferita chirurgica aperta (tecnica di Milligan-Morgan) o chiusa (tecnica di Fergusson) a livello del canale anale rende questo intervento doloroso e per questo temuto dai pazienti.
L'emorroidopessi, proposta dal chirurgo italiano Antonio Longo, consiste nel ridurre il prolasso emorroidario in modo da ricollocare i cuscini emorroidari nella loro posizione fisiologica. Ciò si ottiene praticando una sezione circolare della mucosa del retto immediatamente al disopra del canale anale con una suturatrice meccanica circolare apposita. L’assenza di ferite chirurgiche a livello del canale anale, riccamente innervato da fibre sensitive, rende questo intervento meno doloroso rispetto alle tecniche tradizionali di escissione delle emorroidi.

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